
Autore: Banca Widiba
Data di pubblicazione: 29 settembre 2026
Rendimento, rischio e tempo: il triangolo dell’investimento
Una delle prime regole che si imparano nel mondo degli investimenti è che non esiste l’investimento perfetto. La domanda “Dove mi conviene investire?” infatti, non trova una risposta netta, ma un più generico “dipende”. Questo perché dipende effettivamente da una moltitudine di fattori che variano da un soggetto all’altro.
Questa moltitudine di fattori si può ricondurre a tre macro-aree che rappresentano una sorta di ABC dell’investimento: in generale, quando si prende una decisione di investimento questo “triangolo” non può essere ignorato. Non solo per una questione di disciplina, ma proprio per necessità, dal momento che quando si decide di sottoscrivere uno strumento finanziario bisogna selezionarlo all’interno di un universo di prodotti con caratteristiche differenti.
Questo triangolo comprende tre variabili interconnesse, che si influenzano reciprocamente: l’obiettivo di rendimento, il grado rischio che si intende sopportare e l’orizzonte temporale di riferimento.
In questo articolo vengono illustrate le tre variabili alla base di ogni decisione di investimento, spiegando come vadano considerate in relazione l’una all’altra e non in compartimenti stagni, ma anche come la relazione trovi declinazioni diverse a seconda che si parli di investimento azionario oppure obbligazionario.
Il rendimento
Il rendimento è la remunerazione a fronte dell’investimento. Si declina in maniera diversa per azioni e obbligazioni. In generale, bisogna tenere in considerazione due elementi: la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto – guadagno o perdita in conto capitale – e un’altra forma di remunerazione che si traduce nelle cedole per le obbligazioni e nei dividendi per le azioni.
Dal punto di vista obbligazionario, il rendimento è generalmente il risultato di due elementi: il primo è, appunto, la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di rimborso. Se si decide di portare l’obbligazione a scadenza e di non venderla prima, questa differenza è nota ex ante, a condizione che l’emittente sia in grado di rimborsare il capitale, perché è già noto all’investitore a quale prezzo l’obbligazione verrà rimborsata. Il secondo elemento, non sempre presente, è la cedola: una remunerazione che si riceve periodicamente per aver prestato il denaro alla società o al governo che ha emesso l’obbligazione.
Quando si acquista un’azione, invece, ci si trova tipicamente in una dimensione di maggiore incertezza. Infatti, la componente principale di rendimento è proprio il guadagno o perdita in conto capitale, ma questo non si può conoscere ex ante, non si sa nemmeno se si incorrerà in un guadagno o in una perdita. Il prezzo delle azioni, infatti, oscilla continuamente. Se il prezzo del titolo cresce e si riesce a vendere lo strumento nel momento in cui il prezzo è aumentato, il rendimento è positivo, in caso contrario è negativo.
L’altro elemento da prendere in considerazione quando si valuta la sottoscrizione di un’azione è il dividendo. Anche il dividendo, però, è una forma di remunerazione incerta: infatti si tratta di una porzione di utile che la società di riferimento può decidere di distribuire agli azionisti.
Il rischio
Il rischio è la possibilità di incorrere in una perdita facendo un determinato investimento. Non esistono investimenti privi di rischio: ogni investimento può essere esposto a differenti tipologie di rischio e in misura diversa.
Solitamente, le azioni sono più rischiose delle obbligazioni, perché nel caso di un’obbligazione, salvo il fallimento dell’emittente, se l’obbligazione è portata a scadenza si ha diritto a ricevere un prezzo di rimborso che si conosce ex ante.
Nel caso delle azioni invece, dipende tutto dalle dinamiche di mercato e dall’andamento della società emittente.
Il tempo
Il tempo è la durata dell’investimento, quindi per quanto tempo si detiene uno strumento finanziario. Se si acquista un’azione e la si rivende dopo 10 anni, quello è l’orizzonte temporale di riferimento.
La scadenza delle obbligazioni è nota ex ante: se l’obbligazione dura 10 anni, significa che dopo 10 anni scadrà e si otterrà il rimborso. Tuttavia, è sempre possibile rivendere l’obbligazione prima della scadenza, per esempio dopo 8 anni.
La relazione rendimento – rischio – tempo
Il rendimento, il rischio e il tempo sono strettamente legati.
In primo luogo, il rendimento è il premio richiesto dall’investitore per essersi privato di una somma di denaro per un certo periodo di tempo.
Si pensi all’investimento obbligazionario: maggiore è la durata dell’investimento, maggiore è l’impatto che ha il privarsi del capitale per l’investitore. Questo perché, generalmente, aumentando l’orizzonte temporale aumenta anche il rischio che il capitale subisca delle perdite e che non venga integralmente rimborsato.
Di conseguenza, in linea teorica, più è lungo l’orizzonte temporale, maggiore sarà il premio richiesto dall’investitore. Questa teoria trova spesso riscontro nella pratica: tendenzialmente, infatti, a obbligazioni con una durata più breve è associato un rendimento minore, a obbligazioni a scadenza più estesa un rendimento maggiore.
Da qui si arriva all’altra relazione fondamentale: maggiore è il rischio di un investimento, maggiore sarà il rendimento atteso dall’investitore.
Quanto alle azioni, la situazione è un po’ diversa: chi investe in azioni ha solitamente un orizzonte temporale piuttosto elevato, proprio per riuscire a gestire il rischio in maniera più efficace. Questo perché, in maniera semplificativa, estendendo l’orizzonte temporale l’investitore ha maggiore probabilità di gestire la volatilità e di attraversare eventuali fasi di ribasso senza essere costretto a vendere nel momento meno favorevole. Ovviamente si tratta di una semplificazione, non è sempre così, però l’investitore in azioni di solito fa questo tipo di ragionamento: “investo in qualcosa di più rischioso, quindi richiedo un rendimento maggiore, mantenendo un orizzonte temporale abbastanza elevato per gestire il rischio”.
Investitori diversi, triangolo diverso
La conclusione è una: ogni investitore ha un suo triangolo. Ha un proprio obiettivo di rendimento, legato a una propria propensione al rischio e a un proprio orizzonte temporale. Capirlo è fondamentale per prendere qualsiasi scelta di investimento.
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